Storytelling is the most ancient of arts. From the first time people could speak, they told stories. And I imagine even before they had words, they grunted and motioned in such a way to convey information and to caution or amuse.

Telling the story is the essence of making a play.  And with Henry V, we are telling a story thrice removed.  We are telling Shakespeare’s version of Henry’s story through the Chorus he has created.  Dr. Susan Willis, the wonderful and brilliant dramaturge and teacher at  Alabama Shakespeare Festival used to make us raise our right hands and take a pledge every time we read or saw a Shakespeare history play–that pledge was:  “I will not learn history from Shakespeare.”  The reason being, he was a story teller, not a historian.  And as such, he never let history get in the way of a good story.  In this play, Shakespeare pulls back the curtain completely and has The Chorus (me in this production) let everybody know that this is a play.  It’s been roughly constructed and truncated.  But the important thing is:  King Harry was the biggest star this country has ever known!

I love interacting with the audience.  On and offstage.  Ducking in and out of the action as Chorus/Exeter gives me the chance to really connect with the crowd.  I let them know that everything will be ok.  I fill in the gaps with storytelling.  I let them know that Harry is a Rockstar.  Offstage I had several interesting conversations with audience members this week.  One man came up to me and said:  “So, this is pretty much just propaganda for Henry, right?”  Another fella came up and was really impressed with how Shakespeare had written this play–that it starts with the sun and then the second half starts with the darkness.  Partly this is my storytelling as the Chorus.  On tour, I found that when I begin the play, the sun is usually right in my eyes.  So, I use that to motivate my first line:  “O, for a muse of fire that would ascend the brightest heaven of invention.”  Bemoaning that the muse I have to tell this story is far too small.  But it is certainly possible that Shakespeare wrote it that way.  In England there is only so much daylight in which to perform.  And perhaps only those of us lucky enough to play this play outside have uncovered this secret code?  Or maybe it’s just poetic and I’m reading into it.  Either way, it was an astute acknowledgement by that fella.  I also had a friend talk to me about the fight scenes.  We had a very long conversation about it.

Here are my thoughts about fights:  They are physical ways to tell story.  I’m not super interested in tricks and speed in fights.  I’ve seen lots of fights that are fast and have spectacle.  And I can appreciate them for their vigor, but if they don’t tell story, I quickly lose interest.  My whole goal as a fight choreographer is to tell story.  The fights I make will always tell story and assist the super-objective of the play.  I feel like I’ve been mostly successful in this production of telling story with the fights.  At Harfleur, we have the slo-motion fight to assist Henry’s “Once more into the breach” speech.  My hope is that the action is cool enough to catch the eye, but not so frantic as to distract from the speech.  I certainly can watch it and let Henry’s words wash over me and see how by the end of the speech, the English overwhelm the French.  But, so many people talking to me about the slo-mo fight makes me wonder if it is too interesting and takes focus.  I hope not, because Jonathan is killing it in that speech.  The battle of Agincourt starts off with me (as Chorus) saying “O for shame, we should much disgrace with four or five most vile and ragged foils..”  And we see me and three other dudes firing arrows above Henry engaged in 1 on 3 combat.  This was my chance to show what a badass he was with a sword, as he easily dispatches them.  This leads to the latter part of the war when the boy (Olivia) is guarding the tents alone when the French come upon him and try to slaughter him.  I have one of them easily knock him to the ground, but another come up to give the killing blow.  But then the Duke of York runs in alone to save him.  This continues the story of York being “framed to the firm truth of valor” as has been stated.  They both fight valiantly, but die.  And these deaths are the ones that we care about, as an audience.  A boy, and a young Duke who is brave fighting off an army.  When approaching all of these (and the silly leek fight) I don’t think about the attacks and parries really.  I build them with the idea of continuing the story.  And I’m really happy with them.  Especially since other than Olivia and Aaron, I didn’t have any actors who would have claimed to be good fighters before we began this process.  Now they all can say that they are.

Come i bookmaker stranieri gestiscono i pagamenti in Italia: l’analisi di Scommezoid

Il mercato delle scommesse sportive online in Italia ha attraversato una trasformazione profonda negli ultimi quindici anni. L’introduzione del regime concessorio regolamentato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha ridisegnato il panorama competitivo, imponendo ai bookmaker stranieri che operano nel paese obblighi precisi in materia di licenze, tassazione e, soprattutto, gestione dei pagamenti verso i giocatori. Comprendere come questi operatori internazionali si muovono all’interno di questo quadro normativo è fondamentale per chiunque voglia scommettere in modo consapevole e sicuro.

Il quadro normativo italiano e le sue implicazioni sui pagamenti

Il punto di svolta nella regolamentazione italiana del gioco online risale al decreto Balduzzi del 2012, che ha rafforzato i controlli sull’identità dei giocatori e introdotto misure più stringenti contro il riciclaggio di denaro. Successivamente, il decreto fiscale del 2019 ha ulteriormente inasprito le condizioni per gli operatori privi di licenza ADM, vietando esplicitamente la pubblicità a queste piattaforme e rendendo più difficile per i giocatori italiani effettuare transazioni con bookmaker non autorizzati.

Gli operatori stranieri che detengono una concessione ADM sono tenuti a rispettare tempi di pagamento precisi, a mantenere conti di gioco separati dai fondi aziendali e a garantire la tracciabilità di ogni transazione. Questo sistema tutela il giocatore in modo concreto: in caso di controversia, l’ADM può intervenire direttamente e, in casi estremi, revocare la licenza all’operatore inadempiente. I bookmaker privi di questa concessione, invece, operano in una zona grigia legale che espone l’utente a rischi significativi, inclusa la possibilità che i prelievi vengano ritardati o rifiutati senza possibilità di ricorso immediato.

Un elemento spesso sottovalutato riguarda la tassazione sui prelievi. In Italia, le vincite derivanti da scommesse presso operatori con licenza ADM sono soggette a un prelievo alla fonte del 20% sulla parte eccedente la posta giocata. Gli operatori stranieri non autorizzati non applicano questa ritenuta, il che può sembrare vantaggioso in apparenza, ma scarica sul giocatore l’onere della dichiarazione fiscale autonoma, con rischi legali non trascurabili.

Come i grandi operatori internazionali strutturano i sistemi di prelievo

Bookmaker di dimensioni internazionali come Bwin, Bet365, William Hill e Betfair hanno adottato approcci diversi per adeguarsi al mercato italiano. Bwin, ad esempio, opera in Italia attraverso una società controllata con sede legale in Lussemburgo ma con concessione ADM attiva, il che le consente di offrire metodi di pagamento localizzati come bonifico bancario SEPA, carte di credito italiane e portafogli elettronici come PayPal e Skrill. I tempi di elaborazione dichiarati variano: i prelievi su e-wallet vengono generalmente processati entro 24-48 ore lavorative, mentre i bonifici bancari possono richiedere fino a cinque giorni lavorativi.

Una delle analisi più dettagliate sul comportamento di Bwin in relazione ai pagamenti agli utenti italiani è disponibile su www.scommezoid.com/bwin-italia-paga-davvero-le/, dove vengono esaminate le tempistiche reali, i limiti di prelievo e le casistiche di eventuali blocchi sui conti, fornendo un quadro pratico basato su esperienze documentate.

Un aspetto tecnico rilevante riguarda la verifica dell’identità, il cosiddetto processo KYC (Know Your Customer). Gli operatori con licenza ADM sono obbligati a completare questa procedura prima di autorizzare qualsiasi prelievo. Ciò significa che un giocatore che non ha ancora caricato i documenti richiesti — carta d’identità, codice fiscale, prova di residenza — potrebbe trovarsi nell’impossibilità di ritirare le proprie vincite anche se il conto è regolarmente finanziato. Questo meccanismo, sebbene percepito a volte come un ostacolo, è in realtà una misura di protezione prevista dalla normativa antiriciclaggio italiana (D.Lgs. 231/2007 e successive modifiche).

Gli operatori internazionali più strutturati hanno investito in sistemi automatizzati di verifica documentale che riducono i tempi di approvazione KYC a poche ore. Tuttavia, nei periodi di picco — come durante i grandi tornei calcistici o gli eventi sportivi internazionali — i tempi possono allungarsi considerevolmente. Scommezoid ha documentato casi in cui la verifica ha richiesto fino a 72 ore durante Euro 2020 e i Mondiali 2022, evidenziando come la capacità operativa dei call center dedicati al mercato italiano rappresenti ancora un punto critico per alcuni operatori.

Metodi di pagamento accettati e limitazioni pratiche

Il panorama dei metodi di pagamento disponibili per i giocatori italiani si è evoluto significativamente. Fino al 2018, le carte di credito erano il metodo più utilizzato per i depositi sui conti di gioco. Tuttavia, a partire dal 2019, molti circuiti internazionali — Visa, Mastercard e American Express — hanno introdotto restrizioni volontarie sui pagamenti verso piattaforme di gioco d’azzardo, anche quelle regolamentate. Questa decisione, motivata da pressioni normative e da iniziative di responsabilità sociale d’impresa, ha spinto i giocatori italiani verso soluzioni alternative.

I portafogli elettronici come PayPal, Neteller e Skrill sono diventati i canali preferiti, garantendo velocità di esecuzione e un livello aggiuntivo di separazione tra il conto bancario personale e il conto di gioco. PayPal, in particolare, è disponibile solo presso operatori con licenza ADM in Italia, il che lo rende di fatto un indicatore indiretto dell’affidabilità del bookmaker. Neteller e Skrill, pur non essendo legati esclusivamente agli operatori regolamentati, applicano commissioni variabili sui prelievi verso conti bancari italiani, generalmente comprese tra l’1% e il 2,5% dell’importo.

Il bonifico bancario SEPA rimane il metodo più sicuro per prelievi di importo elevato, ma presenta limitazioni pratiche legate ai tempi di accredito. Alcuni operatori stranieri, pur avendo licenza ADM, utilizzano banche corrispondenti con sede in altri paesi europei — Irlanda, Malta, Gibilterra — il che può comportare che il prelievo venga trattato come un pagamento internazionale anche all’interno dello spazio SEPA, con potenziali costi aggiuntivi addebitati dall’istituto bancario del giocatore.

Un fenomeno emerso negli ultimi anni riguarda i limiti di prelievo mensili imposti unilateralmente da alcuni operatori. Questi limiti, non sempre comunicati chiaramente nelle condizioni generali al momento dell’iscrizione, possono variare da 5.000 a 50.000 euro mensili a seconda del livello di verifica del conto e dello storico di gioco del cliente. La normativa ADM non fissa un limite massimo specifico per i prelievi, ma richiede che i termini siano resi trasparenti e accessibili all’utente prima dell’apertura del conto.

Controversie e meccanismi di tutela per i giocatori italiani

Nonostante il sistema regolatorio italiano sia considerato tra i più strutturati in Europa, le controversie tra giocatori e operatori non sono rare. Le cause più frequenti riguardano la chiusura di conti con saldo positivo, il ritardo nei pagamenti in seguito a vincite significative e l’applicazione retroattiva di limiti di puntata. In questi casi, il giocatore ha a disposizione diversi strumenti di tutela.

Il primo canale è il reclamo diretto all’operatore, che secondo le norme ADM deve essere gestito entro tempi definiti — generalmente 30 giorni dalla presentazione. Se la risposta è insoddisfacente o assente, il giocatore può rivolgersi all’ADM attraverso il portale dedicato, oppure attivare la procedura di conciliazione gestita dall’Organismo di Conciliazione istituito ai sensi del decreto direttoriale del 29 luglio 2016. Questa procedura è gratuita per il consumatore e ha carattere vincolante per l’operatore che ha aderito al sistema.

Un dato significativo emerso dai rapporti annuali dell’ADM indica che tra il 2020 e il 2023 le segnalazioni relative a problemi di pagamento sono aumentate del 34%, parallelamente alla crescita complessiva del mercato online. La maggior parte di queste segnalazioni riguardava operatori con licenza regolare, il che suggerisce che la presenza della concessione ADM non elimina completamente il rischio di controversie, ma riduce significativamente la probabilità che il giocatore rimanga senza tutela legale.

Gli operatori stranieri che operano in Italia senza licenza ADM non sono soggetti a nessuno di questi meccanismi di tutela. In caso di mancato pagamento, il giocatore italiano che ha utilizzato una piattaforma offshore non autorizzata non ha praticamente alcun mezzo di ricorso efficace nel breve termine, se non l’azione legale in un tribunale straniero — un percorso costoso e dall’esito incerto.

La gestione dei pagamenti da parte dei bookmaker stranieri in Italia riflette, in definitiva, la complessità di un mercato che cerca di bilanciare apertura alla concorrenza internazionale, tutela del consumatore e controllo fiscale. Gli operatori che hanno scelto di investire nella conformità normativa italiana offrono generalmente un’esperienza di prelievo più affidabile e prevedibile, anche se non priva di imperfezioni. La consapevolezza di questi meccanismi da parte del giocatore rimane lo strumento più efficace per evitare situazioni problematiche e per scegliere con cognizione di causa la piattaforma su cui depositare i propri fondi.

Aaaaaaa!  This blog is stretching on again, and I’m out of cookies to hand out for finishing.  So I will bullet point some other things that happened this week:

-There was one more really interesting conversation I had with an audience member who either was off his meds, or on way too many about St. Crispin’s Day speech.  He really wanted to hear it, but didn’t want to wait and kept begging me to do it.  (Not my speech, dude).

-My heart went out to Jonathan in Whittier when at the beginning of St. Crispin’s Day an ice-cream truck decided to circle the park playing children’s songs very loudly.  He soldiered on.  And I think that kind of thing affects us more than the audience.  They sort of tune it out, but we want to tell this story as best as we can, and sometimes the environment gets in the way.

-This was the hottest week of tour.  Encino, South Pasadena, and Whittier are all located on the surface of the sun.  The lovely people that brought us to Encino gave us cooling towels and fans and popsicles.  It was very nice!

-Saturday morning I went to Little Fish to stage the fights for “The Lonesome West.”  They are awesome and the show will be too!

-I had a lot of friends show up this week.  It made me very happy!  The best thing you can do for your friends is show up.  Especially with the world like it is now.  We all need our friends to show up and support us.  I felt loved and taken care of.  And I understand how life works.  I can’t always show up either.  But I try.  And I really appreciate those who try.

Three more chances for you to show up!